Il nome Cerro al Volturno deriva probabilmente dalla presenza nel suo territorio di un albero secolare conosciuto botanicamente come “quercus cerri”; lo stesso stemma comunale porta inciso nel campo un cerro e sullo sfondo vi è un pastore che veglia al pascolo di tre suini e il motto “Fortitudo Cerri”. L’ indicazione “a Volturno” fu posta, così come per altri comuni, allo scopo di distinguerlo da Cerro Tanaro e Cerro Veronese e fu aggiunta in seguito al Decreto Regio datato 26 marzo 1863. Le prime notizie storiche relative a Cerro appartengono al X secolo quando una colonia di contadini fu inviata, nell’anno 989, dall’abate Roffredo di San Vincenzo a Volturno per coltivare le terre. Il comune rimase feudo ecclesiastico dell’abbazia di San Vincenzo per oltre la seconda metà del X secolo.

Il Castello di Cerro al Volturno è situato sulla sommità di uno sperone di roccia, molto particolare, le cui mura sembrano ora emergere o affondare nella stessa roccia. Il complesso si trova non molto distante dalla più conosciuta Abbazia di San Vincenzo al Volturno, lo ricordiamo, distrutta dai saraceni nell’881 e poi ricostruita dai monaci benedettini circa quaranta anni dopo, quando tornarono anche a ripopolare il circondario.

Le prime origini del castello risalgono alla fine del X secolo, durante la dominazione dei longobardi, ma l’assetto attuale è il frutto della volontà della famiglia Pandone, che attorno al Quattrocento ampliarono in maniera considerevole tutto il complesso.

Alcune modifiche furono apportate per meglio difendere il castello, come ad esempio la costruzione postuma delle bombardiere cosiddette alla francese, costituite da aperture di forma rettangolare che attraversano lo spessore delle mura nelle torri, sulle quali venivano posizionati i cannoni.

L’interno invece è stato più volte riadattato dai vari proprietari che si sono succeduti nel corso dei secoli, tanto da rendere ancor oggi difficile una ricostruzione seppur immaginaria e parziale di questi spazi; molto suggestiva è la stradina, fatta a gradini, che collega il castello con la parte antica del paese.

Ricordiamo infine, che agli inizi del 1700 il complesso feudale divenne proprietà della famiglia Carafa, mentre, gli ultimi proprietari del castello sono la famiglia Lombardi, i quali lo acquisirono nel secondo decennio del 1800.

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