Categories: Cronaca Pugliese

Bari, Don Angelo Cassano racconta il Libertà dopo il suo trasferimento: «Non è un quartiere da temere»»

Durante un evento a Bari, il sacerdote ha sottolineato le potenzialità del quartiere Libertà, invitando a non cadere in pregiudizi e generalizzazioni.


Focus sul ruolo sociale della parrocchia al Libertà

BARI – Un quartiere spesso al centro dell’attenzione per le sue criticità, ma capace di esprimere vitalità e solidarietà. È la visione di don Angelo Cassano, parroco della chiesa San Carlo Borromeo, trasferito da poco nel cuore del quartiere Libertà. Le sue parole sono arrivate a margine dell’incontro “Capaci di impegno. Anticorpi di antimafia sociale in circolo”, promosso dal Municipio I e da Libera Puglia, per sensibilizzare la cittadinanza nella lotta alla criminalità organizzata.

«Nel Libertà ho trovato un quartiere ricco, vivace, una vivace rete di collaborazione tra associazioni e parrocchie. Certo è un quartiere con le sue problematiche, ma bisogna fare attenzione a non stigmatizzarlo. Qui ci sono molti lavoratori migranti che si sono ben inseriti, bisogna saper cogliere le opportunità che il quartiere ci offre. Mi sono sentito ben accolto», ha dichiarato don Angelo, tracciando un primo bilancio del suo trasferimento.

Il sacerdote ha ribadito l’importanza di superare le narrazioni negative e concentrarsi sulle risorse umane e sociali presenti sul territorio. L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali, tra cui il questore di Bari Massimo Gambino e il procuratore di Bari Roberto Rossi, segnando un momento di confronto sui temi della legalità e della coesione sociale.


Un dialogo aperto contro l’illegalità

L’incontro, svoltosi nell’ambito delle attività del Municipio I, ha avuto l’obiettivo di stimolare un’azione condivisa tra cittadini, istituzioni e realtà del terzo settore per contrastare le logiche mafiose. Il titolo dell’appuntamento richiama la memoria della strage di Capaci, visto l’anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone, ed è stato pensato come occasione per rafforzare gli “anticorpi sociali” contro ogni forma di violenza e sopraffazione.

La presenza di don Angelo Cassano, da anni impegnato nel sociale e nella promozione della legalità, ha dato ulteriore forza al messaggio lanciato durante l’iniziativa. L’intervento del sacerdote ha sottolineato come anche in aree spesso considerate “difficili” sia possibile costruire percorsi virtuosi, puntando su relazioni umane, impegno civico e inclusione.

Il quartiere Libertà, spesso descritto attraverso episodi di cronaca, viene dunque raccontato da chi lo vive quotidianamente in modo diverso: un territorio che, pur attraversato da fragilità, offre spazi di partecipazione e accoglienza.

Francesco Antonicelli

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