Per quasi due anni io e mia figlia Elisa abbiamo vissuto nella stessa casa come due estranee. Ci incontravamo al mattino davanti alla macchina del caffè, ci scambiavamo un saluto veloce e poi ognuna prendeva la propria strada. Lei usciva con lo zaino sulla spalla e le cuffie nelle orecchie.
LEGGIAvevo quarantadue anni quando persi il lavoro nello stesso mese in cui mia moglie decise di andarsene. Fino ad allora avevo creduto che la vita potesse rompersi solo un pezzo alla volta. Prima una crepa, poi un’altra, lasciandoti almeno il tempo di capire dove mettere le mani. Mi sbagliavo. Lavoravo
LEGGIAvevo trentadue anni e da quasi dieci lavoravo nello stesso mobilificio, in un paese dell’entroterra marchigiano. Non era il mestiere che avevo sognato da ragazzo. A diciotto anni volevo fare il fotografo, viaggiare, raccontare il mondo attraverso le immagini. Poi mio padre si era ammalato, mia madre aveva bisogno di
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