Per quasi diciotto anni ho aperto la stessa pasticceria alle cinque e quaranta del mattino. In inverno arrivavo quando la strada era ancora buia. Alzavo la serranda, accendevo le luci del laboratorio e mettevo sul fuoco la prima caffettiera. Il proprietario, il signor Bellini, si presentava quasi sempre dopo le
LEGGIMi chiamo Teresa, ho 61 anni e fino a domenica scorsa ero convinta di sapere esattamente quando fosse cominciata la mia vita. Il 14 novembre. Quella era la data scritta sulla mia carta d’identità, sui documenti della scuola, sul libretto sanitario, sul contratto di matrimonio e su ogni torta che
LEGGIMi chiamo Laura, ho 47 anni e sabato scorso una perdita d’acqua mi ha costretta a svuotare la soffitta. Me ne sono accorta alle sei del mattino. Una macchia scura si era allargata sul soffitto del corridoio e una goccia cadeva esattamente dentro la ciotola delle chiavi. Ploc. Poi un’altra.
LEGGIMi chiamo Elena, ho 58 anni e martedì scorso sono rimasta chiusa nell’ascensore del mio palazzo. Ero uscita per buttare la spazzatura. Indossavo ancora le pantofole, una vecchia felpa grigia e avevo i capelli raccolti male. Dovevo scendere, lasciare il sacchetto nel bidone e tornare su. Due minuti, forse tre.
LEGGIMi chiamo Elena, ho 73 anni e vivo in un piccolo paese sulle colline umbre. Per quasi sei anni ho abitato dentro giornate tutte uguali. Mio marito Giulio se n’era andato dopo una malattia breve e feroce, di quelle che non lasciano il tempo di capire cosa stia accadendo. Un
LEGGIMi chiamo Elena, ho quarantacinque anni e da quasi venti vivo in una cittadina di provincia dove tutti conoscono il rumore delle serrande degli altri. La mia vita, vista da fuori, non ha crepe. Gestisco una piccola farmacia insieme a mia sorella, abito in una casa luminosa con un terrazzo
LEGGIUna casa con le persiane verdi in un piccolo paese vicino a Perugia, un marito conosciuto quando avevo ventidue anni, una figlia adolescente e un negozio di fiori che avevo aperto con tanti sacrifici. La mia vita non era perfetta, ma era mia. Ogni mattina alzavo la saracinesca alle sette,
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