Cronaca Pugliese

Brindisi, Elisabetta Maria Ingrosso non ce l’ha fatta: morta al Bambin Gesù la bambina di 6 anni colpita da una rara forma di mononucleosi

La piccola Elisabetta Maria Ingrosso, colpita da una rara forma di mononucleosi, è morta a Roma. Era partita da Brindisi dopo una vasta mobilitazione per salvarle la vita.

Elisabetta morta a Roma dopo il trasferimento da Brindisi

Non ce l’ha fatta Elisabetta Maria Ingrosso, la bambina di sei anni ricoverata in condizioni critiche all’ospedale Bambin Gesù di Roma. La piccola era stata trasferita d’urgenza da Brindisi in elisoccorso dopo il rapido peggioramento del quadro clinico legato a una rara e aggressiva forma di mononucleosi.
La malattia aveva colpito il midollo osseo, compromettendo in modo grave le funzioni vitali e rendendo necessario il ricovero in un centro pediatrico altamente specializzato. Nonostante gli sforzi dei medici e le cure intensive, la situazione è rimasta critica fino al decesso, avvenuto nella giornata di ieri.

La corsa contro il tempo e l’emergenza sanitaria

Nei giorni precedenti, intorno alla vicenda di Elisabetta Maria Ingrosso si era attivata una vasta mobilitazione. L’ASL di Brindisi, associazioni di volontariato, realtà sportive, parrocchie e singoli cittadini avevano lanciato un appello urgente per la donazione di sangue, in particolare di piastrine, indispensabili per supportare le terapie in corso.
Il trasferimento al Bambin Gesù di Roma era avvenuto proprio per tentare ogni possibile intervento salvavita. Le richieste di aiuto erano state diffuse rapidamente, con numerosi contatti diretti al centro trasfusionale dell’ospedale romano, nel tentativo di rispondere alle necessità cliniche della bambina. La risposta era stata immediata e diffusa, segno della gravità della situazione e della speranza condivisa di riuscire a salvarla.

Il dolore dopo una mobilitazione senza precedenti

La notizia della morte di Elisabetta Maria Ingrosso si è diffusa nella mattinata di ieri, lasciando sgomento e dolore tra quanti avevano seguito la sua storia. La bambina era diventata, in pochi giorni, il simbolo di una battaglia difficile e incerta, affrontata con determinazione dalla famiglia e sostenuta da una rete di persone che avevano risposto all’appello lanciato da Brindisi verso Roma.
Resta il dolore per una vita spezzata troppo presto e la consapevolezza di un impegno collettivo che ha accompagnato ogni tentativo medico fino all’ultimo. La vicenda ha segnato profondamente il territorio pugliese e quanti hanno partecipato, direttamente o indirettamente, alla corsa contro il tempo per Elisabetta.